Da dicembre 2021 sarà obbligatorio inserire l’etichettatura ambientale in tutti i packaging, relativa cioè alle informazioni di corretto smaltimento dei rifiuti secondo i principi della raccolta differenziata. 

L’importanza della sostenibilità ambientale in materia di packaging è da tempo materia di studio da parte dei legislatori.

Da qualche anno l’etichettatura ambientale degli imballaggi è stata introdotta in maniera volontaria e molte aziende hanno aderito. Con l’introduzione dell’obbligatorietà, molti sono i dubbi riguardo ai soggetti obbligati e al tipo di informazioni da inserire in etichetta, sia relative al tipo di materiale che alla gestione del fine vita. 

Cerchiamo in questo articolo di fare chiarezza.

Quali sono gli imballaggi che saranno soggetti all’obbligatorietà dell’etichettatura ambientale?

Si definiscono imballaggi “i prodotti, composti di materiali di qualsiasi natura, adibiti a contenere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a proteggerle, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all’utilizzatore, ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo”. 

La normativa prevede che tutti i packaging contengano la codifica alfa-numerica prevista dalla Decisione 97/129/CE, indipendentemente dalla loro destinazione d’uso, sia per quelli destinati al consumatore, gratuiti o a pagamento, sia quelli destinati ai grossisti. La differenza tra le destinazioni prevede che sugli imballaggi destinati al consumatore finale devono essere presenti anche le diciture opportune per supportarlo al meglio nella raccolta differenziata. L’azienda potrà scegliere la forma e i modi che ritiene più efficaci per il raggiungimento dell’obiettivo.

Etichettatura ambientale obbligatoria. Le nuove normative.

Indicazioni obbligatorie e facoltative

Per gli imballaggi monocomponente, devono necessariamente essere riportate le seguenti informazioni:

  • La codifica identificativa del materiale di imballaggio
  • Le indicazioni sulla differenziazione, con una formula tipo: “Raccolta (famiglia di materiale)” e di invitare il consumatore a verificare le disposizioni del proprio Comune (Esempio: Raccolta CARTA. Verifica le disposizioni del tuo Comune).

La stessa suddivisione vale per gli imballaggi multicomponente separabili manualmente, aggiungendo la descrizione della tipologia di imballaggio per ogni componente (esempio: scatola, vassoio, astuccio, ecc.). Quando possibile, è buona norma applicare le etichette ambientali direttamente sul singolo componente, altrimenti è sufficiente riportare tutte le indicazioni sul corpo centrale o sul packaging esterno. In caso di prodotti sfusi di piccole dimensioni, in cui la leggibilità dell’etichetta risulti complicata, si invita il produttore ad apporre rimandi a siti aziendali o app che contengano le informazioni previste.

Per i sistemi di imballaggio multicomponente non separabili manualmente, rimangono le stesse indicazioni per il corpo principale, di cui andrà indicato il materiale e le modalità di smaltimento. Le componenti non separabili dovranno riportare, ove possibile, la sola codifica identificativa del materiale, senza le indicazioni alla raccolta.

Non un solo tipo di carta

etichettatura ambientale carta
Codici relativi alla carta

Le indicazioni per l’etichettatura ambientale da inserire nei packaging in carta saranno le stesse definite dalle linee guida generali. 

Principalmente ci sarà l’obbligo di indicare il tipo di materiale in base al sistema di abbreviazione e numerazione, stabiliti dalla normativa europea:

  • Il cartone ondulato viene classificato come PAP 20;
  • Il cartone non ondulato è chiamato PAP 21;
  • La carta è indicata invece come PAP 22.

In tutti deve essere inserita la famiglia di materiale di appartenenza (CARTA) e possibilmente l’invito a smaltire il componente nella Raccolta Differenziata, previa verifica delle disposizioni presso il proprio Comune di residenza.

Altro aspetto da evidenziare, che rientra tra le diciture fortemente consigliate ma non obbligatorie, riguarda la tipologia di imballaggio, che potrà essere indicato con varie diciture: 

  • scatola
  • vassoio 
  • astuccio 
  • sacchetto

Tra le altre informazioni consigliate troviamo quelle che facilitano il consumatore per il giusto conferimento del prodotto nella raccolta differenziata. 

Alcuni esempi pratici delle scritte consigliate per gli imballaggi in carta sono:

  • Verifica le disposizioni del tuo comune;
  • Separa le componenti e conferiscile in modo corretto (In caso di packaging multicomponente separabile manualmente);
  • Svuota l’imballaggio del suo contenuto prima di conferirlo in raccolta;
  • Riduci il volume della scatola;
  • Elimina i residui di prodotto prima di conferirlo in raccolta.

Per ridurre al minimo le incertezze e i dubbi, il sito del CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) fornisce le linee guida per aiutare le aziende ad adeguarsi alla Normativa entro il 31 dicembre 2021 e fornisce uno strumento online chiamato E-tichetta per creare autonomamente l’etichettatura ambientale dei propri imballaggi.

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